LA NOTTE BIANCA DELLE BIBLIOTECHE
GIOVEDI' 9 SETTEMBRE 2010
Biblioteca Comunale di Castelnovo Bariano (RO)
via Municipale, 3
ore 18.00
GIOVANNA GAZZI presenta:
"NOTTE NERA E NOTTE BIANCA"
Laboratorio di illustrazioni:
gli opposti della notte, i bianchi, i neri e gli altri colori.
Libro guida: "LA NOTTE" di Wolf Erlbruch.
E' gradita la prenotazione al numero: 0425.843114
ore 20.30
NARRATORI PER CASO
Gruppo di lettori volontari della Biblioteca Comunale di Sermide, letture ad alta voce per i bambini da 0 a 8 anni.
ore 21.30
ANNAMARIA CARPIGIANI propone:
"OVIDIO RICCET, CITTADINO DI CASTELNOVO BARIANO"
www.annamariacarpigiani.it
ore 22.30
CARLO DE PAOLI
Letture dal libro "GIOVANNI DE PAOLI: MEMORIE"
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INFO: Biblioteca Comunale
via Municipale, 3 - Castelnovo Bariano (RO)
Tel. 0425.843114 - Fax 0425.81532
biblioteca@comune.castelnovobariano.ro.it
Ovidio ha trovato amici anche sul social network più famoso al mondo: FACEBOOK!
Ecco il gruppo al quale si è iscritto:
QUANDO GUIDI STAI ATTENDO ANCHE A ME!
Fallo anche tu!
Ovidio:
"Noi ricci siamo così preziosi e carini, vogliateci bene ...!"
Ovidio approda anche alla carta stampata del giornale "IL GAZZETTINO DI ROVIGO".
Per leggere l'articolo clicca qui
Lo sfruttamento e le violenze di ogni tipo sulle categorie più deboli della nostra società sono in preoccupante aumento.
La situazione è particolarmente grave perché tanti, troppi di questi episodi si consumano in famiglia. L’indignazione e la condanna morale sono necessarie, ma non portano contributi significativi alla soluzione del problema per le vittime.
Modelli prevalenti della società e valori diffusi nella famiglia, pare che convergano verso risultati di degrado globale e preoccupante.
Da dove cominciare? Ah saperlo! continua >>
Incastonato tra la Cina e l'India, fra le più alte vette dell'Himalaya del nord e le calde e umide pianure indiane del Sud; Terra di yak, sherpa e stupa, paradiso dei viaggiatori indipendenti. Ricco di un patrimonio urbano, artistico e architettonico a livello mondiale, splendidamente sviluppato nei tre regni di Kathmandu, Patan e Bhaktapur.Ingente di riserve naturalistiche, foreste, flora e fauna a rischio di estinzione. Il meraviglioso Nepal non è solo terra di avventura, ma anche uno dei paesi più poveri al mondo. Sorprende il visitatore la grande cordialità e ospitalità dei suoi abitanti, la vita governata dai diritti e doveri legati alla famiglia, al gruppo etnico, alla casta di appartenenza, alle usanze religiose: dalla preghiera del mattino, alla fusione fra hinduismo e buddismo, ed altri gruppi religiosi, senza alcuna minima tensione ... continua >>
Ma ditemi ... Vi sembra una Palazzina di caccia o uno dei Castelli magici della Walt Disney???
Ci troviamo all’interno del Bosco Fontana nel comune di Marmirolo (MN). Si estende per 230 ettari a nord-ovest di Mantova. Foresta di latifoglie è riserva naturale gestita dallo Stato. Fitte chiome di querce e carpini incorniciano un intrico di viali e vialetti che sono a volte affiancati da corsi d'acqua e purissime sorgive dalle quali il bosco ha carpito il proprio nome. I Gonzaga lo usarono come luogo di caccia e il duca Vincenzo fece costruire (nel 1595) la Palazzina di caccia, cinta da un ampio fossato. Resto incantata a guardarla ... me la sento addosso come un vestito! Si! Potrei abitarla! Grande ... Bellissima ... in poche parole ... MAGICA! E l’atmosfera dei vialetti, dei sentieri circondati da rose canine piccole medie, multicolori spendenti al sole… Che meraviglia ... non vi sono parole; il silenzio è padrone, il canto degli uccelli varia da tipo a tipo ed in certi momenti vi è un baccano incredibile … di quali bisticci si cinguetta lassù tra i rami più alti? Ma questo Vincenzo IV Duca di Gonzaga come sarà stato? Una corsa veloce in Internet ed ecco ... lo scopro ed anche la sua consorte Margherita Farnese. Vincenzo Gonzaga (1562-1612) era figlio di Guglielmo duca di Mantova e del Monferrato e di Eleonora d'Austria.
Vincenzo IV Duca di Gonzaga e Margherita Farnese
Dal 1587 successe al padre nella titolarità dei due ducati. Vincenzo fu uno degli uomini più rappresentativi del suo periodo, uno dei grandi principi rinascimentali. Sotto la sua signoria Mantova divenne un centro delle arti in Italia. Di carattere completamente opposto a quello del padre, si distinse per la sua prodigalità, per le intemperanze, nell'amore per il lusso più sfrenato. Pur nei suoi eccessi, il duca fu amatissimo dal popolo, verso il quale in più di una occasione dimostrò la sua generosità. Musiche balli ... mi sembra persino di sentire liete note nell’aria ... Un luogo che ci riappacifica con noi stessi ed il mondo intero; dove la magnificenza della natura, si integra perfettamente con lo stile del castello ... e fa sognare.
Rimbaud:
"Nelle azzurre sere d'estate,
andrò per i sentieri,
punzecchiato dal grano,
a pestar l'erba tenera:
trasognato sentirò la frescura
sotto i piedi e lascerò
che il vento mi bagni il capo nudo.
Io non parlerò, non penserò più a nulla:
ma l'amore infinto mi salirà nell’anima,
e me ne andrò lontano,
molto lontano come uno zingaro,
nella Natura, lieto come con una donna".
Ecco, i ragazzi a scuola, la spesa fatta, la nonna controllata e a riposo, un’oretta di libertà assoluta prima del “tour de force” del pranzo di mezzogiorno, in realtà tre pranzi, 12:30 – 13:15 – 14:00.
1° pranzo per nonna e marito
2° pranzo per ragazza di ritorno da scuola
3° pranzo per ultimi 2 ragazzi da rientro da scuola.
Che pizza … tutti i giorni – tutti i giorni – tutti i giorni … e cercando di mettere amore in ogni momento, altrimenti il tutto si riduce in …servilismo!
Ma se dono con amore, qualcosa di me, ogni giorno alla mia famiglia … è diverso!
E comunque che bello il … quotidiano… il giornale che è incrocio di esistenze di tante persone simili a noi, investite da una folata di eventi imprevisti che trasformano la vita in bella o brutta.
Persone poste per un momento alla ribalta con la loro realtà rivelata, scavata, sbattuta in prima pagina, a volte contro la loro stessa volontà.
Un evento terribile.
Marianna legge a grandi lettere ... continua >>
Dopo mesi di siccità, proprio in quel momento (24 novembre 2007) il cielo si era aperto ... (un'acqua della Madonna) ed io guidavo piano per andare all'Incontro con l'Autore e l'autore, o meglio l'autrice, ero io!
Parcheggi completi, unico libero laggiù in fondo, poco male, mi ero portata l'ombrello (quello acquistato a Firenze che pare la cupola del Brunelleschi).
Dunque, breve inventario: la mia borsetta, il cesto con tutti i pupazzi di peluche che mi avrebbero aiutato a raccontare meglio, lo zaino con i libri da vendere (a scopo benefico), l'ombrello e ... ho finito le mani! Chiudo la macchina cercando di non far cadere nulla a terra visto che sono finita con i piedi in una pozzanghera tipo lago Vittoria.
Mi avvio, entro e la sala, è già piena di bambini, di mamme e nonne, che nemmeno si girano per un saluto, (l'autrice è arrivata) così concentrate nelle loro piacevoli conversazioni del sabato pomeriggio.
Appoggio tutto il mio armamentario sul tavolone e mi riassetto un po'!
Gli stivali sono impregnati d'acqua, poco male si asciugheranno, i capelli hanno già perso la piega, speriamo non stiano troppo male; tolgo il giaccone fradicio d'acqua che "appicco" su un attaccapanni dove ci sono tutte le giacchette coloratissime dei bambini (fanno tenerezza ... anche i miei figli portavano colori così sgargianti!) e mi sono già riappacificata con me stessa!
Cominciamo.
Finalmente la mia amica - Sandra - mi ha visto e mi viene incontro accogliendomi con un sorriso.
Qualcuno si occupa di me, ed è piacevole!
Mentre mi avvicino al posto destinatomi, una piccolissima bimba bionda (facendosi ben sentire da tutti) esclama:
"Sandra, lui (il suo vicino di posto) ha detto che Lei (io!!!) è brutta!"
L'attenzione di tutti è rivolta verso di me. Brutta? Bella? Brutta? Bella?
La mia amica è arrossita ... chi dice che i bambini sono la bocca della verità? ... ed io che ... ditemi di tutto, ma nulla, nulla sulla bruttezza o bellezza ... già devo combattere con l'età che avanza, gli acciacchi che mi piegano, le rughette che devono essere nascoste a tutti i costi e ... e ... e ... con un bel sorriso e facendo finta di nulla ... con fare cospiratore dico: "SHHHHH! Non bisogna mai dire questo!!!" (che io sono brutta!).
Cominciamo la nostra storia.
Il primo racconto è dei nostri riccetti Riccet, due amici per la pelle, OVIDIO e MAURONE.
"Aiutatemi a raccontarlo, ci divertiremo, chi di voi farà i tuoni, chi di voi urlerà - AIUTO - chi di voi busserà alla porta, chi farà questo e chi farà quello!"
Ed inizio a parlare immergendomi tra l'attenzione dei piccoli che mi guardano con gli occhi sgranati e sorridono o si fanno seri o trepidanti a seconda della tensione del racconto.
" ... Abbiamo perso l'ancora! Aiuto! Aiuto!" e tutta la mia assemblea esplode in un urlo agghiacciante : "Aiuto! Aiuto!"
"Dove sono i remi?" urlano i bambini seduti a destra.
"Ci siamo dimenticati i remi!" ribattono i bambini seduti a sinistra.
"Aiuto. Aiuto" fanno eco tutti in coro a squarciagola ...
E ... mi guardano sorridenti, in ansia e pronti per il prossimo coinvolgimento assembleare!!!
Questo mi era servito anche per far zittire alcune nonne sedute laggiù, che indifferenti alla mia fatica continuavano a parlottare fra loro (credendosi discretissime), ma in realtà costruendo un brusio continuo e brontolone di sottofondo che mi de-concentrava.
Al primo aiuto sono sobbalzate fermandosi nel loro chiacchiericcio ... che poi hanno continuato imperterrite accompagnandomi fino alla fine del racconto!
Ma si sa, le nonne sono le nonne e se non ci fossero occorrerebbe inventarle!
Chi ti può dare un vero abbraccio che ti consola dal male irreparabile del momento se non una dolce e morbida nonna?
Anche il mio ricetto Ovidio ha una nonna speciale, il suo nome è Riccetta (con la -e- piccola) e suo marito è il Nonno Acab, siiiiiiii ... dal nome del Capitano Acab della grande balena bianca Moby Dick!
Va bene, non divaghiamo.
Ho iniziato a raccontare alle 16.15 (la mia amica Sandra teneva d'occhio l'orologio) e ho finito alle 17:zero-zero.
Un applauso che non finiva più, i bambini soddisfatti (questa è la mia paga o mercede, chiamatela come volete) le voci si accavallavano per dirmi - Io ho visto un riccio vero - Anch'io ho visto un vero riccio - Anch'io - Anch'io - Io ho visto un riccio morto!...
Mi hanno donato un piccolo cesto con delle gustosissime caramelle, ma al'interno ... c'era un piccolo riccio di porcellana che teneva fra le zampette una primula: BELLISSIMO! (anche perché proprio non me lo aspettavo!) In un attimo i bambini sono spariti tra un via vai di mamme, nonne - dov'è la tua giacca - mettiti la giacca - chiudi bene la giacca - fuori fa freddo! E piove! Ed io piano piano ho raccolto le mie cose, (a proposito ho venduto n° 3 libri - Sante mamme!) salutato tutti e sotto la cupola del Brunelleschi - alias mio ombrello - sono andata alla mia macchina parcheggiata sempre laggiù in fondo. Ero esausta! Svuotata di tutte le mie energie ! Arrivata a casa a mio marito ed ai miei tre figli ho detto: "Ragazzi, mi assento un poco!" e mi sono infilata sotto le coperte per un breve sonno rigeneratore prima dell'arrivo del sabato sera. Mi sono svegliata domenica mattina! Alla prossima, sono sempre disponibile a narrare i miei racconti ovunque invitata!





