001-Matilde-di-Canossa_resizeMATILDE  Correva l’anno mille …

AnnaMaria Carpigiani

Contrada Casa del Giovane

Sermide (MN)

ATTO UNICO di AnnaMaria Carpigiani

Personaggi:

 Fantesca            che legge la storia  – microfono

Bambini              che ascoltano la storia

 Condottiero:Messer Guidilulcio di Tenebrosa Valladolid della Rocca Poderosa di Cefalù

 Terra –      Personaggi che animano la grotta, il verde, la natura

 Mare –        Personaggi che animano il mare, le onde, la pioggia

 Tempesta – Personaggio che danza con un mantello svolazzante.

 Barriera del Fuoco      Personaggi che animano il fuoco 

Entra  con passo stanco e pesante  una grossa fantesca. Ha un grembiule arrotolato che contiene qualcosa di grande e prezioso.

E’ seguita da un gruppo di bambini e bambine vestiti per  andare a dormire( camicine da notte, e cuffiette in testa –  porta candele- bugia – in mano ) uno di loro porta una seggiolina per la fantesca  e la posizione, lei si siede ed i bimbi si mettono a semicerchio intorno a lei, seduti a terra a gambe incrociate  o liberi.

 

Fantesca: “Quanto sono stanca e ancora non posso andare a dormire!

Zitti zitti, bambini miei.                 Mi avete promesso che sareste stati bravi. Mi avete promesso che dopo questo … ( pausa per creare aspettativa )  ve ne andrete tutti, quatti quatti in silenzio nei vostri lettucci.  Tu, Mariuccio, non tirare le trecce a Madamigella  Rosa bruna,  da grande andrà in sposa al  Signor Duca del Ducato… un po’ di rispetto dunque!”  i bambini fanno un po’ di rumore e strillano e ridono gioiosamente mentre si siedono a terra, a gambe incrociate attorno alla fantesca.

Allora, forza, ecco… la cosa più preziosa del castello. Un libro antico, interamente scritto a mano dagli antichi fondatori di questa nobile casata.

Leggende, narrazioni di verità, epiche gesta, gloriosi combattimenti, salvataggi in estremis ed inauditi, … tutto si narra in codesto libro.

Vediamo, dove eravamo arrivati … ( e cerca sfogliando la pagina ).”

Bambini: “Raccontaci del prode Cavaliere… Si,si , raccontaci di Messer Gui…Gui…Si chiama Messer Guidiluccio … No, no  il suo nome è … Si chiama Gui…”

(I bambini farfugliano vari nomi e fanno un po’ di confusione – si può consegnare una strisciolina da leggere! )

Fantesca: “Ho capito. Ho capito!  Ma questa leggenda, che risale all’inizio dei tempi… della costruzione del Castello ve l’ho già raccontata molte volte!”

(I bambini la interrompono facendo una confusione allegra… –si vogliamo questa, si- si- raccontaci questa! )

Fantesca: “ … e allora va bene, vada per il racconto di… (finge di sfogliare – crea un po’ di attesa)   ecco  – Le meravigliose gesta di Messer GUIDILULCIO di Tenebrosa Valladolid della Rocca Poderosa di Cefalù!

(I bambini confermano si… si… è lui – è lui Messer Guidilulcio  di Valladolid  …)

Fantesca: “ Nella notte dei tempi, quando tutto era già stato  creato e per le terre conosciute e sconosciute di allora  … circolavano o strisciavano o si muovevano  creature misteriose  o nuove nate … dove non capivi il loro innanzi o retro  oppure il basso o alto oppure il calore della pelle o involucro…”

Bambini: “Daiiiiii”

Fantesca: “  Apparve dal nulla  …  o dall’universo d’ombra … (pausa per creare aspettativa!) il più strepitoso,…il più grande … il più Coraggioso… il più Magnifico … Condottiero, Messer GUIDILULCIO di Tenebrosa Valladolid  proveniente dalle lontane terre della Rocca Poderosa di Cefalù!.

Era un Condottiero Unico!  Portava un armatura luccicante  di acciaio rubato alle stelle, forgiata appositamente per lui dagli antichi  Gnomi delle Grotte Profonde. La Spada era  un dono dagli Antichi Cavalieri dei Draghi, non aveva mai perso una battaglia o un singolar tenzone!

Era aitante – Era bello, era altissimo e tutto il suo corpo vibrava di coraggio inaudito!”

 (Mentre la Fantesca legge tutto questo, entra il nostro condottiero che in realtà è vestito di pelli, non ha l’armatura ma ha qualcosa che lo ripara – fatto di carta stagnola- in malo modo. Trova un bastone storto per spada , raccolto a terra tra una fascina di legna-

Ha uno scolapasta in testa con una piuma di gallina – Potrebbe far vedere al pubblico che, dopo aver scelto  il bastone come spada a terra, acchiappa una gallina e la spenna .co,codè  strilla gallina suono registrato –  e le prende una piuma che si mette sull’elmo!) tutto questo mentre la Fantesca continua a leggere e i bambini devono stare rivolti a lei e  non perdere l’attenzione!

imagesCAX6D791Fascio di luce da Fantesca a condottiero. – Musica di Branca-

Portava uno stupendo elmo da battaglia per  impaurire i nemici. E su quell’elmo svettava il prezioso  piumaggio simbolo dell’era antica  delle favolose Fenici, gli uccelli  – co,codè – che leggevano nei pensieri delle creature umane e ne carpivano i segreti dei  cuori.

Ah! Se l’aveste visto. I vostri occhi non avrebbero ammirato che lui. Il vostro cuore non avrebbe battuto se non per lui.

La sua maestosità  vi avrebbe avvolto facendovi capire che lui solo poteva essere colui… pausa  che avrebbe  detenuto il potere.

Un condottiero forte e nobile, nato per fondare un’unica e grande casata che sarebbe durata  dall’inizio dei tempi sino alla fine del mondo.

Messer Guidilulcio di Tenebrosa Valladolid di Rocca Poderosa di Cefalù!.imagesCAMS2AUB

( il nostro condottiero non ha nulla di regale ma… si gratta,  sotto le ascelle e dietro e sbadiglia e …. Lascio alla vostra fantasia la – NON REGALITA’- del condottiero… ma la simpatia)

Fantesca: “ Era il nostro capostipite e subito, dopo la fortunata apparizione capì che doveva…   pausa  per i suoi discendenti futuri, cercare  la terra promessa.    Il luogo che avrebbe dato riparo ai suoi figli ed ai figli dei suoi figli. E si mise in cerca di una terra meravigliosa  … come  cantavano le leggende antiche… una terra dove scorreva il latte e il miele.

Camminò per giorni e giorni, … ma non sentiva la stanchezza, (il ns. protagonista, cade, inciampa è senza fiato e fa l’esatto opposto.)    una forza d’animo sempre maggiore gli dava potenza e coraggio a continuare! Le forze della natura non potevano nulla al suo confronto;  un vigore inesauribile animava il suo cuore  e il suo corpo di granito.

Fino a ché… un giorno arrivò in una radura meravigliosa, era incantata ed inimmaginabile per la bellezza e l’energia che emanava. Era la casa di Madre Terra.

Il nostro protagonista giunge sul luogo della Terra e vi sono i bambini e gli adulti che iniziano a formare la grotta, le rocce, i fiori  ed altro. Tutti sono avvolti da lunghi fili di edera – che sarà poi il loro dono.             La fantesca e i bambini non sono più illuminati  – la luce è sul protagonista e sui personaggi che animano la Terra  e poi si alterna, buio su di loro e luce a fantesca.

Fantesca:  “Come osi giungere sino alla mia radura?” lo apostrofò Madre Terra  “non temi il mio furore? Entra dunque coraggiosamente ed a testa alta nell’antro della Verità e solo se il tuo cuore è veramente sincero potrai uscirne.

Il nostro protagonista non vuole entrare, vorrebbe fuggire, tenta di scappare ma i bambini-edera, lo inseguono e lo spingono dentro la grotta.

Ma se il tuo cuore cela la falsità e la menzogna …. le mie rocce ti stritoleranno e nulla rimarrà del tuo corpo mortale.  ASCOLTA ! “

Il condottiero entra e sparisce nella grotta e parte una musica melodiosa. Potrebbero i bambini della Terra fare un piccolo carosello o girotondo con i fiori fra le mani o raccogliendoli o spargendoli. ( potrebbero scendere dal palco ed offrire agli spettatori delle prime file alcuni mazzetti di fiori- una spiga e un fiore e una fogliolina legati con un nastrino).

Finisce la musica  tutti sono immobili e regna il silenzio.  Attesa –

 

Luce su un bambino ( intorno alla fantesca)  che si alza e muovendo le mani la incita  dicendole:

Bambino: “ Continua. Cosa succede ora???”

E gli altri bambini anch’essi: “Continua…  Continua …”

A quel punto il condottiero  esce dalla grotta,  barcollando  e caracollando- inciampa e cade.

 

Fantesca: “ Come era forte e impavido  Messer Guidilulcio. Uscì splendente da quella prova, la sua potenza e regalità non furono scalfite.  Il suo cuore era sincero, innocente e si meritava il rispetto di Madre Terra. Ed infatti essa gli disse: – Canto le tue lodi, Nobile Cavaliere.  Hai veramente un cuore puro e sincero e quindi sei degno di ricevere una parte della mia terra.  Lontano lontano…  ti recherai e prenderai possesso di Valladolid la tenebrosa, la terra della Rocca Poderosa di Cefalù. Sopra un’isola stupenda fra il cielo azzurro ed il mare blù, da questo momento io… te ne faccio dono e sarà sempre tua per tutti i secoli.

Alcuni bambini gli offrono i fili di edera che il nostro condottiero si metterà al collo e stringendo troppo fingerà  di soffocare.

 A suggello di questo dono, per un sì grande cavaliere ti consegno  questo filo di edera viva che proteggerà la tua proprietà terrena, rendendola fertile e meravigliosa. Sempre avrai i fiori e frutti della Terra, e  l’acqua pura sgorgherà abbondante dalle sorgenti.   Vivrai con la bellissima dama che sceglierai e i tuoi figli ed i figli dei tuoi figli vivranno sereni e in pace per l’eternità!- Detto questo Madre Terra scomparve e tutto il mondo terreno che si era animato per accogliere il grande Condottiero scomparve  tra l’immobilità più assoluta.

Tutti i personaggi che hanno animato il mondo terra “scompaiono “ restano immobili a terra quasi sparendo alla vista di tutti.

Si illumina ora il gruppo fantesca e bambini.

Bambini rivolti a Fantesca: “Evviva – Evviva, ecco il capostipite del nostro Castello. – Continua, cara fantesca cosa è scritto poi? Cosa fece ancora? Che strano viaggio ma dove lo porterà?” – frasi da suddividere fra i bambini , scritte su strisce di carta sarà bello sentirle con vocine differenti. Ogni bambino potrebbe alzarsi in piedi e gesticolare.  Ora tutto il gruppo è illuminato.

Fantesca: “ Un attimo carissimi, qui la pagina è talmente fine e sottile che faccio fatica a leggere- Troppi occhi hanno letto e riletto questo faticoso andare…. Dunque – dunque…  Messer Guidilulcio ora proprietario di una splendida terra  di Tenebrosa Valladolid della Rocca Poderosa di Cefalù… riprese il cammino con  una nuova inaspettata energia e vitalità. – Mentre il ns. condottiero fatica a camminare, trascina i piedi ed è sempre più affaticato- Si abbassano le luci e solo  il condottiero è illuminato.

Addirittura, correva per monti e colline, varcava ogni confine veloce come il vento, mentre la sua armatura brillava al sole  ed il piumaggio svettava sul suo elmo con grazia ed eleganza.

Al suo passaggio  chiunque riconosceva in lui, la forza, il vigore, la regalità  di colui destinato ad un grande … compito, fondare una nuova dinastia.

Impavido Messer Guidilulcio  procedeva  contro le avversità, e nessuna sventura riusciva ad abbatterlo, nessun ostacolo riusciva a fermarlo e…

Il ns. condottiero arriva alle sponde del mare e guarda in direzione di fantesca e scuote la testa e  con indice e pollice della mano fa il gesto che … non se ne può far nulla e… continua la lettura, la luce si alterna tra il protagonista e fantesca che legge. – ( attenzione l’attenzione dei bambini deve sempre essere rivolta alla fantesca)

E arrivò ad una immensa distesa di acqua. Eravamo agli albori della creazione ed il nostro condottiero non sapeva  cosa fosse, cercò di spostarla con la mano per cercare un passaggio ma non vi erano sentieri in mezzo al mare, si sedette quindi sulla riva a guardare la bellezza della danza delle onde; la sfumatura dei colori meravigliosi che si contendevano l’azzurro del cielo.

La nobile mente dell’impavido cavaliere volava alta nel cielo, sopra le distese di onde cristalline che gli facevano l’occhiolino con la spuma bianca  e danzavano armoniosamente per lui.

Musica del Mare. –    ( Balletto ? )

Il ns. condottiero è seduto sulla riva e finge di dormire e russa. I personaggi animano il mare, i bambini  vestiti di azzurro potrebbero  fare/essere  le onde e fare un balletto oppure fare/essere cavallucci marini e giocare con il cavaliere e / o pesciolini.

La luce li illumina tutti.

Fantesca: “ Illuminato dalla luce del giorno il nobile Cavaliere restò stupefatto dinnanzi alla bellezza di questa parte del Creato ed il suo cuore vibrò d’amore per tanta bellezza, e la sua figura si eresse alta, apparendo ancora più elegante, affascinante e  ricca di grazia mascolina.

Il nostro protagonista si sveglia e appare goffo , si toglie lo scolapasta/elmo e si gratta in testa, sbadiglia e … fa tutto il contrario.

Le creature del mare, si avvicinavano prima guardinghi e poi con confidenza gioiosa. Pesciolini dai mille colori, cavallucci marini,  alghe fantastiche  lo accarezzavano e si lasciavano accarezzare perché sapevano che il suo cuore era nobile e puro. Il suo Spirito era sincero e mai avrebbe commesso oltraggio verso qualunque creatura in vita.”   Pausa per creare attesa.

Sorge la Dea del Mare ha un ventaglio di onde con scritto tutto. – Tutti rivolti verso la sua apparizione. Il ns. protagonista, l’unico, che gira di qua e di là verso la direzione sbagliata e poi si accorge dell’errore e torna innanzi al Dio/Dea

Dea del Mare: “ Sento la profonda riverenza che hai nei miei confronti.

Non temere! Un uomo quale tu sei, con tali valori nell’animo  non può temere nulla, anzi!   Rappresenti ciò che di buono è nel mondo ed io … pausa  vorrei darti un dono. Un dono prezioso come il coraggio che custodisci nel tuo cuore. Vieni o mio valoroso. Ecco, dalle più profonde cavità dei mari e degli oceani un dono degno di una creatura nobile quale tu sei. Una conchiglia che custodisce una perla.”    – si avvicina un’onda ed un pesciolino che portano una conchiglia che poi aprono e appare una  perla e la consegnano al cavaliere, che farà cadere sbadatamente;  la perla  scivola via e bisogna correre a riprenderla.-trambusto – confusione

Dea del Mare: “ Una perla preziosa che custodirai come il dono più caro. Una perla preziosa che ti ricorderà di come, chiunque  all’interno del  proprio cuore  custodisca  sentimenti di amore, di lealtà, di bellezza ed in tale modo va trattato.

Fanne buon uso, Addio mio prode ed impavido cavaliere, il pensiero delle mie gocce d’acqua ti seguirà ovunque!”

Riprende la musica iniziale come sottofondo  e la Dea scompare in un ultimo balletto di onde, pesci, cavallucci marini e/o abitanti del mare… tutto si appiattisce- coperto sul palco –  e dalla luce ritornano al buio.    Resta illuminato solo il protagonista.

Attimo di silenzio,

rumore di tuono lontano,  giunge il temporale, e – scala con una piccola onda sopra ed un annaffiatoio  che sarà versato sopra la testa del ns. protagonista.  Danza della tempesta con un grande mantello blu – e tuoni e fulmini( ? ) La tempesta intralcia con la sua danza il cavaliere, che cammina proseguendo il suo cammino  per tutto il palco e s’incontra con la tempesta che lo fa inciampare, affogare sotto l’acqua ecc. – deve sembrare goffo, impacciato e ridicolo.

Fantesca: “ Un grande temporale si scatenò, Le forze della natura parevano , che in quella notte volessero urlare tutta  la loro potenza ed il loro  vigore!

Al nobile Cavaliere Guidilulcio di Tenebrosa di Valladolid della Rocca Poderosa di Cefalù era negato un riparo, ma lui nulla temeva;  impavido affrontava gli scrosci della tempesta.  Sulla lucente armatura  cadevano le gocce del temporale quasi lo volessero trafiggere ma lui … sempre si rialzava. L’energia di un cuore puro lo portava lontano, Non temeva il freddo, bastava il suo poderoso elmo a proteggerlo  – alza lo scolapasta grondante acqua –  il cavaliere, ogni tanto si stringe a sé simulando il freddo e battere dei denti… si soffia sulle mani come per riscaldarsi un po’!-

Portava nella mente  la proprietà di una terra verde e lussureggiante, dove i suoi figli avrebbero vissuto in pace. Portava nel suo cuore la consapevolezza che ogni creatura umana era dotata di amore e degna di vivere un’esistenza di gioia e di felicità che andava salvaguardata!  Ed egli, era pronto a combattere per questi valori… e se ce ne fosse stato bisogno avrebbe combattuto sino alla morte.  Il protagonista si ferma  dal camminare e guardando la fantesca si batte  la mano chiusa a pugno sulla fronte come per negare e fa cenno di no – con il dito indice!  Nei suoi giri, ritorna sempre dove c’è il bimbo sulla scala che lo bagna con l’annaffiatoio, mentre lui e Tempesta si contendono il faticoso andare.

I lampi e i tuoni si scatenavano, ma il nostro condottiero continuava a varcare inesplorati sentieri e avanti, avanti…  sempre più avanti nella notte più nera, sino a ché , ad un tratto, un tuono più forte degli altri fece sentire il suo profondo ruggito e all’improvviso fu seguito da un fulmine accecante ed apparve una barriera di fuoco sulla terra … che gli sbarrò il cammino.

Tuono – Luce accecante … sparisce scala con bimbo/acqua  – musica di sottofondo e  bambini/fiammelle di fuoco  lo circondano e danzano sempre più velocemente.      Occorre un bel can-can  ritmato – i bambini/fiammelle  girano ovunque e incitano il pubblico a battere le mani a suon di musica – poi tornano dal  nostro protagonista e lo  circondano, lui cerca di toccarli e si brucia prima una mano e poi l’altra…  e finge dolore e  scuote le mani   soffiandoci sopra.  sta per soccombere a terra quasi ricoperto dal fuoco quando appare la Dea del Fuoco.

 

Dea del Fuoco: “ Chi sei TU!… Che così valorosamente contrasti le mie fiammelle! Non temi dunque le insidiose lingue di fuoco? Dea ha in mano un grande ventaglio infuocato con le parole scritte – Deve leggerle!    Il protagonista finge di piangere dal dolore per le bruciature che si è causato cercando di toccare i bimbi/fiammelle e cerca di spegnere i fuochi soffiandoci sopra.

Uomo valoroso. Eroe di una futura stirpe di coraggiosi e intrepidi e potenti della terra.     Vedo che hai l’edera di Madre Terra,  vedo che hai la conchiglia della perla preziosa.          Chi sei ORDUNQUE per aver ottenuto tali, sì preziosi doni?           Avvicinati, ch’io possa scrutare il tuo cuore – il protagonista cerca di scappare ma viene preso e tirato dai bimbi/fiammella –

Vedo che non  sai cosa è la paura – lui trema ed è terrorizzato – Nulla ti turba perché non è a te che pensi. Ma sei pronto a donare la vita  -pausa- affinché  possano vivere e prosperare le generazioni future: i tuoi   eredi.

Ohhhh!  Uomo di siffatta Grazia – Ebbene anch’io desidero farti un dono! –Batte le mani e si avvicinano i bimbi/fiammella con un dono- un cestino pieno di fuoco –

Nelle notti tumultuose, quando gli elementi della natura cercano di ribellarsi alle briglie dell’universo tu UOMO non soffrirai più il freddo e i rigori dell’inverno. Godrai nella tua dimora del tepore di questo dono. Custodiscilo ed egli rimarrà in vita per sempre.”

Sbalordito, a bocca aperta, il nostro eroe  prende il cestino e mentre ancora lo guarda tutti i personaggi che hanno animato il fuoco si spengono e scompaiono.

Silenzio assoluto.             ( musica di sottofondo)

Bambini rivolti a Fantesca: “Ed ora che succede? Raccontaci – Raccontaci” i bambini fanno un po’ di brusio.

Fantesca: “ A questo punto la storia la sapete già, come va a finire! Voi siete gli eredi del Castello!  I bambini si alzano e battono le mani felici – urlano EVVIVA evviva-

Messer Guidilulcio di Tenebrosa Valladolid di Rocca Poderosa di Cefalù altri non è che il vostro bis-  bis – bis – tris – tris- trisavolo che portò in dono alla Contessa Matilda di Canossa  i doni ricevuti.

E ne ebbe una preziosa  pergamena a memoria perenne.

Fantesca chiude il libro.      In questo mentre… il nostro protagonista è andato alla corte e si inchina dinnanzi a Matilda e le porge i tre doni. Matilde gli consegna una pergamena preziosa, lui ritorna al centro della nostra scena.

 GregorioVII

MESSER GUIDILULCIO che non ha mai parlato fino ad ora, svolge la pergamena  ed inizia a leggere:

“UDITE UDITE –

Per coloro nei secoli a venire –

D’ ora innanzi  la Tenebrosa di Valladolid di Rocca Poderosa di Cefalù spetterà di diritto inequivocabile al Cavalier Messer Guidilulcio di Tenebrosa Valladolid di Rocca Poderosa di Cefalù! E atutti i suoi eredi nei secoli futuri.

Perché rischiò la vita

e cumbatté strenuamente  le insidie di Madre Terra,

si alzano i personaggi della Terra gridando festosi

e cuntrastò le onde di Dea de lu Mare ,

si alzano i personaggi del Mare gridando festosi

e si scuntrò cun la Tempesta ,

si alza la Tempesta svolazza il mantello

e luttò con la Dea de lu Focu.

si alzano i personaggi del Fuoco gridando festosi

Si guadagnò così  lu Feudo  … sino ai tempi a divenire

per li posteri…e  per li futuri …

e per quelli  UDITE – UDITE – che in questa notte stellata

ascolteno ed arrideno a questa  antica, antichissima ballata!”

 

Tutti fanno l’inchino e restano a testa bassa.- applausi –

Musica di un can-can gioioso ( consiglio Branca… ) ed escono TRIONFALMENTE di scena.

                                                                                                             AnnaMaria

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